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Dagli ultimi commenti delle ragazze mi sono venute alcune idee:
Secondo voi, cosa è meglio? Essere un dipendente (statale) oppure un imprenditore?
Ultimamente, sto rivalutando la posizione di un dipendente.
In Italia, un dipendente, soprattutto statale, ha meno grattacapi, ha comunque uno stipendio sicuro, ferie pagate, malattie pagate. Certo, lo stipendio è quello che è ma c’è un grande vantaggio: è sicuro che a fine mese percepisce quella cifra.
Per alcune persone può essere una cosa molto costruttiva. Mi spiego: ho un’amica che prima lavorava come sarta, collaborando con varie boutique. Essendo molto brava, guadagnava attorno ai 3 mila euro mensili, che in fin dei conti, non è male. Con mia grandissima sorpresa, ha partecipato a un concorso pubblico, l’ha vinto e il suo stipendio si aggira ora attorno a 1200 euro al mese. Nonostante ciò, mi ha confessato che da quando ha lo stipendio fisso, è riuscita a realizzare molte più cose nella sua vita. Ecco, per una persona come lei che non è organizzata, questa è una soluzione migliore. Inoltre, mentre prima lavorava anche 10 ore al giorno, ora ha i pomeriggi liberi.
Quando si è resa conto che comunque, poteva fare qualcosa in più, ha iniziato a fare piccoli lavori di sartoria a casa (visto che comunque, gli piace questo lavoro), mentre sta con i figli.
Ora, credo che ognuno di noi dovrebbe seguire il proprio istinto. Cercando si trovare delle soluzioni alternative.
Se una persona si sente soffocare dentro un ufficio credo che dovrebbe pensare molto attentamente alla situazione e cercare di trovare una possibile soluzione. Se ha un talento oppure una bella idea potrebbe iniziare a svilupparla nelle ore libere. Piuttosto che andare a spasso per i centri commerciali oppure stare buttati su un divano a guardare ipnotizzati la televisione, sarebbe bello e più produttivo, iniziare a fare ricerche in internet, a leggere libri, cercare insomma delle risorse.
Quando ho parlato del mentore in questo articolo: http://www.felicementericca.com/articoli/228-6-semplici-passi-per-un-2010-strepitoso, intendevo proprio questo. Una persona può avere la passione per il miglioramento personale, un’altra può averlo per la cucina. Allora, cercare i migliori e seguirli.
Inoltre, quando si ha una passione che non è il proprio lavoro, è bello coltivarlo, è arricchente e può diventare una seconda fonte di guadagno.
Chissà? Magari col tempo può diventare la principale fonte di reddito.
Come dicevo, magari un dipendete non da la possibilità di grossi guadagni ma da la tranquillità mentale, necessaria per sviluppare nuove idee.
Ogni persona sulla faccia della terra ha un suo talento, un suo dono, ha qualcosa da dare alla comunità e può farlo diventare un’attività redditizia.
Magari ad una persona piace ed è molto brava a fare dolci. Perché non proporre i propri dolci al bar sotto casa che sarebbe felice di avere un’alternativa casalinga alle brioche congelate?
Oppure, perché non scrivere un ebook con delle ricette?
Viviamo in un’epoca davvero bella, piena di risorse e di possibilità.
Come detto nell’articolo precedente, ci sono solo due strade: la prima è accontentarsi di quello che si ha e chiudere la bocca, smettere di lamentarsi. La seconda è la libertà finanziaria e questa richiede coraggio, impegno e un prezzo da pagare. Il prezzo può essere: rinunciare a qualche ora di tv, rinunciare a perdere del tempo in chiacchiere inutili, leggere un libro sulla finanza piuttosto che un romanzo rosa ecc.
Nel commento di Roberta ho letto “le persone negli anni 60 riuscivano a mettere da parte qualcosa, ma non solo questa. Che come unico apprezzabile scopo nella vita avevano crescere i figli e nessun grillo per la testa.”
Credo che la mentalità era diversa.
Le persone di quel tempo, puntavano molto di più sulla qualità che sulla quantità. Almeno questo è il mio punto di vista.
Ora, sembra che sia la quantità quella che fa impressione.
Davvero, quanti vestiti hai nell’armadio? Quanti sono di qualità? Quanti sono made in Cina?
Non ho niente in contrario alla Cina. Ma la domanda che sorge spontanea è: perché avere 20 vestiti made in Cina che hanno il “pregio” di diventare stracci dopo tre lavaggi e non averne 2 di qualità?
Perché avere 10-20 maglioni in acrilico e non averne 3 in cachemire?
Ci lamentiamo che c’è la crisi, che non c’è più lavoro?
Beh, se uno preferisce comprarsi scarpe made in cina che paga 20 euro e poi i piedi odorano di “fior di plastica” invece di comprarsi un bel paio di scarpe made in Italy… perché meravigliarsi se le aziende italiane falliscono? Questo è solo un’esempio stupido e, di macroeconomia ci capisco ben poco, ma basta guardarsi in giro, basta guardare ai propri comportamenti per rendersi conto che siamo tutti noi responsabili di questa situazione.
La gente che va a caccia di affari, a cercare di pagare di meno quando la domanda sarebbe: cosa è meglio per il mio corpo? Cosa fa bene alla mia pelle? Sono i miei piedi che vogliono quel paio di scarpe di plastica oppure, è la mia mente che mi inganna? Perché voglio comprare quello che costa di meno? Per avere più soldi per comprare altre cose, magari inutili, quindi… punto sulla quantità!
Se hai 100 euro in tasca e vai a comprarti qualcosa, come è il tuo pensiero?
Vediamo un po’ nel dettaglio il pensiero femminile (per la precisione, come era il mio pensiero fino a qualche tempo fa, quando ho preso coscienza dei miei comportamenti), prima di uscire di casa pensavo: "ho bisogno di una borsa, comoda, e che sta bene con i colori che indosso ultimamente. Deve essere capiente abbastanza senza essere ingombrante…" (pensiero originale, sembra che so molto bene quello che voglio)
“L’evoluzione” del pensiero (vediamo cosa succede realmente): Arrivo al centro commerciale oppure al mercatino, ci sono i saldi quindi, mi lascio imbambolare dalla commessa del negozio di borse e compro una borsa da 15 euro, fa niente che il colore non lo posso abbinare a niente, fa niente che non è quello che volevo, ma l’ho pagata SOLO 15 euro, è un vero affare!!! dunque, mi rimangono altri 85 euro e posso comprarmi anche quel rossetto (di una tonalità dubbiosa ma fa niente, è un vero affare!) E mi compro anche una cinta, a dire il vero non mi serve, ne ho già 6 a casa, ma questa costa SOLO 5 euro… guarda qua, ci sono maglioni in sconto 50%!!! Compriamone due, chissà quando ci sarà un’occasione come questa. Managgia, mi sono rimasti solo 5 euro e guarda fanno i saldi pure da “PINCOPALLINO STORE”!!!
Ah, che FORTUNA! Ho la carta di credito con me! Si si, lo so, avevo detto che niente carta di credito ma dai, una sola volta, è l’ultima volta e poi mi metto in riga, promettooooo!
E via!
Ti riconosci?
Perché compriamo cose di cui non abbiamo realmente bisogno?
Personalmente, molte volte per vuoto emotivo. Guardando ai miei comportamenti compulsivi mi viene da ridere e da piangere contemporaneamente. Per fortuna, ho trovato altri metodi per riempire i vuoti emotivi (no, non è il cibo )
E potete dirmi tutto quello che volete, io abito vicino al centro commerciale più grande d’Europa dove lavora anche una mia amica. Il negozio dove lavora lei e che commercializza solo ed esclusivamente roba made in Cina, è grande quanto una stanza e fa incassi mensili di 70 -100 mila euro al mese. (dove è la crisi di cui si parla tanto?) Voglio precisare che è uno tra i più piccoli negozi presenti in questo centro e commercializza cose che non piacciono a tutti…. È naturale chiedersi: se un negozio come questo, che non si fa pubblicità, non vende roba firmata ed è senza pretese riesce ad avere questi incassi, gli altri negozi quanto incassano???
A Natale, c’era l’ira di Dio.. la gente ti prendeva a gomitate per farsi strada…
Sentite cosa mi è successo: al supermercato Auchane, montagne e montagne di pandori e panettoni! Pensavo che si fossero sbagliati e mi sono detta: ma vedrai che questi li buttano perché non riusciranno mai a venderli tutti! Quest’anno non ho comprato né pandoro nè panettone per il Natale (perché non mi piacciono un granché e di solito li butto…). Il caso vuole che dopo Natale passa da me un’amica incinta che aveva voglia di pandoro. Siamo andati al centro commerciale e non ne abbiamo trovate nemmeno uno!!!! E due giorni prima ce n’erano a migliaia!!!
Non sono convinta che le persone degli anni ’60 avessero per la testa solo il pensiero nobile di crescere i figli. Magari, semplicemente, davano più valore a se stessi e al tempo che passavano al lavoro, di conseguenza erano più responsabili con i loro soldi. A quei tempi negli uffici, non c’era internet e quindi non passavo il tempo a chattare su Facebook.
È naturale: se io faccio finta che lavoro e poi vengo pure pagata, allora che valore hanno i soldi nella mia mente? Certo, questa è una generalizzazione, non è il caso di tutti ma ahimè, è il caso di molti.
Vorrei che sia chiaro che la mia intenzione non è quella di fare la moralista: la mia intenzione è di diventare libera finanziariamente, possibilmente milionaria e di condividere le mie ricerche, le mie personali vicende e cosa faccio per diventarlo.
Le mie idee possono essere o meno condivise.
Sono convinta che anche partendo da 0 o anche con dei debiti, si può costruire una mentalità di abbondanza e ricchezza finanziaria. Come sono convinta, che con poco si può fare la differenza per se stessi e per il mondo in cui viviamo.
E qui ci sta il mio pensiero sul valore che diamo ai soldi, scrivo anche qui quello che ho scritto nei commenti:
Che valore hanno per te 100 euro?
Onestamente. Pensa un po’ che cosa rappresentano per te 100 euro?
Puoi pensare che 100 euro possono cambiare la vita di una o più persone?
Puoi pensare che possano cambiare la tua vita?
Come?
Si possono ad esempio, prestare dei soldi, somme piccole, 50-60 euro per contribuire allo sviluppo di zone con l’economia a terra. Non c’è bisogno di aspettare che il governo o qualcun altro prenda delle decisioni al riguardo.
Ecco alcuni esempi: si possono prestare 50 euro a una donna del Pakistan per aiutarla ad aprire la propria azienda, assicurando cosi, non solo la sopravivenza ai suoi figli ma anche concedergli il diritto di andare a scuola. Con 35 euro, fornisci una scorta di 10 tonnellate di cereali per l’avvio di un’impresa agricola nel Niger. E cosi via.
100 euro non sono tanti, ma il pensiero di averli investiti, il pensiero che tornano moltiplicati a casa, il pensiero che questi soldi hanno fatto la differenza nella vita altrui (senza essere elemosina), ti cambia dentro. Hai un’altra visione sul mondo, l’impegno di cambiare la tua situazione finanziaria ti mette le ali e puoi pensare diversamente, più in grande, puoi sperare di più e arrivare a dar vita a quei sogni che tieni chiusi nel tuo cuore, perché... al momento, non hai soldi per dargli vita.
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Commenti
Per me sono come la pausa-caffè ,solo che io la chiamo pausa-serenità, perchè i tuoi scritti mi infondono proprio questo sentimento che tanto sto ricercando nella mia vita.
Ti ringrazio di aver rivalutato gli stataloni (quale io sono), perchè mi sentivo in colpa a non avere il coraggio per fare qualcosa da sola...ma a me per il momento va bene così, questa sicurezza è molto importante e mi da effettivamente tanto tempo libero.
Nel tempo libero che mi rimane ho fatto un coro di Bambini e poi sto facendo un corso per un diploma musicale...che in un futuro prossimo mi farà guadagnare di più.E questo non lo potrei fare senza la tranquillità e la sicurezza del primo lavoro.
Mi fa piacere che tu mi abbia aiutato a vederne il lato positivo e a non sentirmi in colpa se per il momento mi accontento.
Grazie Felicia!!!
n.b.:LIIIBRO,LIIIBR O,LIIIBRO,LIBBR OO,LIBROOOO!!!! ;-D
I soldi, ma cosa sono effettivamente? perchè tutto gira intorno? Io sono parsimonioso ovvero cerco di non sprecare, ma non solo il denaro, cerco di soddisfare i bisogni, prediligo la qualità, sopratutto nei beni di prima necessità. Il piacere il più delle volte è vacuo e risiede solo nel desiderare un oggetto, quando poi diventa tuo è come se perdesse la magia...quindi mi disciplino un pò, cerco di concedermi (nel limite del possibile) quello che desidero ma non mi abbandono a questo o a quello non ne faccio un'abitudine. Un pò più difficile è controllare i desideri dei bambini, lì la butto sulla creatività e sul piacere e la soddisfazione di costruirlo l'oggetto (gioco il più delle volte)
Saluti Enrico
ma nooo, Alessia, senza sensi di colpa..... a me dispisce per chi rimane in un posto fisso e sis ente male.... dovrei scrivere un post intero sull'argomento
Grazie mille per le tue parole, fanno molto bene all'anima (o all'ego?)
Si, scriverò un best seller! Porta pazienza
@Enrico:
hehe, ti invidio!!!
e scriverò un post dopodomani, domani sono un poco impegnata!
Grazie mille a tutti due, sono molto onorata dalla vostra presenza sul mio blog.
un abraccio a tutti e due!
Felicia
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